In diretta sul territorio Sunday 27 September 2026
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Montreal 2026: Elisa Longo Borghini, è il bronzo del cuore.

Montreal 2026: Elisa Longo Borghini, è il bronzo del cuore.

Riprende Vollering, attacca, resta sola, la riprendono, si sfila, lotta e per un nulla non riprende Vollering, campionessa del mondo, e Niewiadoma, argento. E' un bronzo mondiale eccezionale per Longo Borghini, che adesso punta agli europei. Brava Barale, a servizio di Elisa, per lei un lavoro encomiabile.

La medaglia è di bronzo, la corsa, la prestazione, è stata davvero d’oro. Capiamoci, chi vince vince ed il titolo mondiale è di Demi Vollering, che si regala la tripletta Giro-Tour-Mondiale ma la corsa iridata di Elisa Longo Borghini è stata ancora una volta un concentrato di emozioni fatto di grinta, carattere, cuore e voglia di non mollare, fino al traguardo, per onorare l’azzurro. L’ornavassese, 28esimo mondiale in carriera, regala un finale di corsa straordinario; sino a tre giri dalla fine è rimasta in gruppo, sorniona, ben coperta dalla squadra, con una Barale che ha svolto il suo ruolo alla grande. La corsa si rompe quando Vollering, favoritissima, attacca in salita a tre giri dalla fine e resta sola. Dietro Elisa non molla e rimane con la polacca Katarzina Niewiadoma, le due tirano forte e riprendono l’olandese che aveva mezzo minuto di vantaggio, si forma in testa in quintetto con anche la elvetica Reusser e la francese Berthet. Inizia l’ultimo giro, Longo Borghini attacca, resta sola, dietro pare che nessuno cerchi di tornare sotto, pare l’azione decisiva, non sarà così; arrivano Vollering e Niewiadoma ed Elisa paga forse il fuorigiri dell’attacco precedente e si sfila sullo strappo dell’Università. Il cuore, però, è noto, non le manca, pedala forte, recupera, arriva ad avere cinque secondi di distacco, le due sono avanti di pochissimo, le vede, da tutto. Ultimo chilometro, Vollering e Niewiadoma cincischiano, Elisa è vicinissima, manca un nulla al riaggancio ma ormai è tempo di sprintare: parte la polacca, Vollering resta a ruota, la salta e vince il mondiale, Niewiadoma è seconda e poi Elisa, terza a quattro secondi davanti a Reusser che rientrava forte. Forse se fossero arrivate in tre si sarebbe visto un finale diverso ma questi sono i conti del dopo. Longo Borghini, questa indomita ornavassese, sale per la quarta volta sul podio di un mondiale, l’iride le sfugge ancora, forse davvero non arriverà mai ma vale la pena tentare ancora, a Sallanches, l’anno prossimo anche perché lei non molla ed è sorridente e serena a fine gara: “Una medaglia che vale tanto – ha detto – ed adesso ci provo all’europeo”.  Per la cronaca Francesca Barale, anche lei promossa, ha chiusa trentacinquesima.