Ed anche il mondiale canadese di Montreal è passato agli annali, una bella edizione, con tracciati decisamente da mondiale. Ennesima kermesse iridata che ha regalato le classiche sensazioni forti agli appassionati del Verbano Cusio Ossola. Non male il bottino che è arrivato dal Quebec: due maglie iridate, due medaglie d’argento e non solo. Ha iniziato Filippo Ganna d’argento nella cronometro uomini, battuto da una specie d’ira funesta contro il tempo chiamato Remco Evenepoel. Notevole la crono di Ganna che peraltro ha risposto per le rime al belga in quel che la civiltà moderna chiama un ‘dissing’ a suon di dichiarazioni pepate; Ganna dice di aver dato il massimo, Evenepoel risponde che se lo avesse fatto sarebbe stato più vicino a lui, Pippo allora lo invita a sedersi ad un tavolo per guardare insieme i suoi dati. Fortissimo il belga, non solo in sella ma anche a favellare; la sfida continuerà nei prossimi anni. Indimenticabile è stata la giornata del Team Relay, con il doppio oro di Pippo e di Elisa Longo Borghini: per il vignonese decima maglia iridata e quarantaduesima medaglia personale messa al collo tra Olimpiadi, Mondiali o Europei, per l’ornavassese primo titolo mondiale della carriera nel giorno in cui con 27 presenze è diventata l’atleta azzurro del ciclismo, di sempre, uomo o donna che sia, col maggior numero di presenza in un mondiale. Infine, la corsa in linea e qui prima di ricordare cosa ha combinato Longo Borghini giusto citare Francesca Barale, che ha corso da gregaria, con grande abnegazione, per la nazionale e per la capitana, degna erede di una dinastia di pedalatori. Il mondiale di Elisa è stato ancora una volta da applaudire: “Ho corso per vincere e non per arrivare terza, ho rischiato, è arrivato il bronzo sono contenta, perché non sono stata passiva ma ho provato a vincere”. Secondo alcuni Elisa ha peccato tatticamente attaccando in salita e pagando lo scatto; punti di vista, di chi l’anno prima a Kigali la criticava per essere stata passiva. Adesso sono in arrivo gli europei, al mondiale ci si penserà l’anno prossimo a Sallanches, edizione durissima, prima di tre che saranno meno adatti alle sue doti ad Abu Dhabi, a Copenhagen ed a Bruxelles nel 2028, 2029 e 2030.
Per il ciclismo del Vco a Montreal un mondiale indimenticabile
Un oro a testa nella staffetta, un argento per uno nella crono uomini e nella corsa in linea; ecco il bottino del ciclismo del Vco dai mondiali di Montreal che passano in archivio, prossimo appuntamento iridato nel 2027 in Alta Savoia, Francia, per il supermondiale con tutte le specialità del ciclismo, crono mosse ad Annecy e gara in linea durissime a Sallanches.