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Un altro lutto nel mondo del calcio: addio a Giuseppe Marchioro

Un altro lutto nel mondo del calcio: addio a Giuseppe Marchioro

Marchioro fu allenatore del Verbania nelle stagioni 1970-1971 e 1971-1972

Un po’ me lo sentivo, giuro. Dopo L’Osvaldo anche il Pippo, a distanza di meno di un mese. Quando se n’è andato “Zaso”, la tentazione di chiamarlo, di chiamare Pippo a Cesena intendo, come facevamo insieme ogni tanto quando era ancora vivo il Germano (Giannini), l’ho avuta. Poi, sapendo che non era in gran forma, ho lasciato perdere.

Pippo è arrivato a Verbania nella stagione 70/71 ed è rimasto 2 stagioni. Lo aveva fatto chiamare Bagnoli, di cui era fraterno amico e che con lui poi fece vita insieme per un paio d’anni anche a Como. Nella prima stagione al Verbania c’erano Valmassoi, Libera, Signorelli, Maioni, Girelli, oltre allo zoccolo duro della banda verbanese, con Bagnoli ancora mezzala. La squadra fece 35 punti in 38 giornate, fu una stagione non facile, Pippo rischiò qualcosa nella prima parte, ci furono incomprensioni, se non ricordo male. Aveva un caratterino Marchioro, e non le mandava a dire.

Molto meglio la seconda stagione, quando i biancocerchiati finirono sesti con 40 punti, frenando molto nel finale. Era l’anno di Calloni, Crugnola, Fusaro, Perego e dei “Nostri”: Guidetti, Butti, Salvadori, Galimberti, Marforio, Bernocchi. C’era anche Pierluigi Gini, agli ultimi squilli. Probabilmente il miglior Verbania di sempre. Poi se ne andò, prima ad Alessandria, poi nel Como, nella Reggiana, nel Cesena, al Milan. Ma Verbania gli era rimasta nel cuore. Portava le sue squadre a giocare amichevoli di lusso allo stadio dei Pini (Como, Milan). Venne a trovarci l’ultima volta quando lo stesso stadio fu intitolato a Carlo Pedroli. Era il 2009. Poi soltanto telefonate, e sempre gli auguri di buon onomastico. Con lui si rompe un altro grande pezzo dello storico puzzle biancocerchiato. Ti sia lieve la terra Pippo.