E’ un appuntamento fisso dell’estate verbanese quello con i finalisti del Premio Strega al teatro Maggiore. Una serata che, condotta da Alessandra Tedesco di Radio 24, consente di scoprire i principali temi trattati dai romanzi, spesso molto diversi tra loro. Quest’anno ottantesimo anniversario del Premio letterario nato quando c’era l’Italia da ricostruire dalla volontà degli Amici della Domenica guidati dai coniugi Bellonci e gli imprenditori Strega Alberti. Un’edizione che è stata segnata dalla polemica che ha animato questo torrido giugno con le presunte frasi sessiste che avrebbe pronunciato Michele Mari (da lui smentite) discutendo di Michela Murgia con Teresa Ciabatti, sul pulmino che porta gli autori finalisti tra una tappa e l’altra dello Strega Tour. Sabato sera, come giuste che fosse, sono stati protagonisti i libri. Della sestina di quest’anno presenti Ciabatti con “Donnaregina” (Mondadori), Mari, con “I convitati di pietra” (Einaudi), Alcide Pierantozzi, con Lo sbilico (Einaudi), Elena Rui, con Vedove di Camus (L’orma), e in video collegamento Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani). Assente Matteo Nucci, con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli). Si è parlato di corpo e di invenzione, declinati nelle diverse trame. Nel libro di Ciabatti si parla di bene e male, ma anche di incomunicabilità tra generazioni, in quello di Mari di un patto tra vecchi compagni di scuola che avrà conseguenze terribili, Pierantozzi racconta la malattia mentale, mentre Rui ripercorre la vita della moglie e delle amanti di Camus dopo la sua morte improvvisa, Pitzorno racconta la storia di una medium nella Sardegna ottocentesca. Nucci invece ripercorre la vita del grande filosofo greco, riconducendola al tema dell’eros, inteso come forza generatrice di conoscenza e di bene.
A Verbania la tappa dello Strega Tour 2026
Quattro gli scrittori presenti, più Pitzorno in collegamento