Ricordati
al Sacrario Parco della Memoria e della Pace nel luogo in cui furono
trucidati e dove ora sorge la Casa della Resistenza i quarantadue
partigiani arrestati e trucidati il 20 giugno del 1944. Furono
arrestati durante le operazioni di rastrellamento in Val Grande, poi,
dopo essere stati torturati e fatti sfilare in corteo da Intra
arrivarono sul luogo della fucilazione. Nel corteo sono quarantasei,
tre di loro verranno all’ultimo momento risparmiati, uno, Carlo
Suzzi, tornato poi nella formazione Valdossola con il nome
Quarantatrè, si salverà. Dopo la Liberazione, Fondotoce diventa
luogo di Memoria e simbolo della Resistenza di tutta la provincia.
E
ancora lì si sono ritrovati cittadini e autorità. L’orazione
ufficiale quest’anno è stata affidata alla celebre antropologa
forense Cristina Cattaneo, direttrice del Labanof dell’Università
di Milano, che per conto della Casa della Resistenza sta portando
avanti un progetto per dare un nome ai numerosi giovani partigiani
morti e rimasti ignoti.
La giornata si è aperta con il corteo da Piazza Adua a Fondotoce. La mesta sfilata del 1944 è stata ricordata portando i cartelli con nomi e volti dei partigiani noti e anche di quelli ancora ignoti.