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Anpi dice no alla proposta di intitolare la passerella ciclopedonale a Ramelli

Anpi dice no alla proposta di intitolare la passerella ciclopedonale a Ramelli

E in città c'è chi ha proposto il nome di Giulio Cesare Rattazzi

La nuova decisione della giunta Albertella a Verbania di intitolare a Sergio Ramelli il ponte ciclopedonale alla foce del torrente San Bernardino non convince l’Anpi. Inizialmente la decisione dell’amministrazione era di intitolare al giovane militante del Fronte della gioventù, ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia operaia, il lungolago di Intra, che porta il nome dei Marinai d'Italia. Si erano da subito mobilitati partiti, associazioni e cittadini, con l’Ampi come capofila, contro tale scelta, con un corteo con 1200 partecipanti il 27 settembre. La settimana scorsa l’annuncio del cambio di luogo. L’Anpi ora in una nota ribadisce la contrarietà e le ragioni che la animano: "Se l’obiettivo fosse una memoria condivisa e una pacificazione occorrerebbe un'intitolazione a tutte le vittime degli anni del terrorismo rosso e nero, e non solo di una”. si legge nella nota. Anpi sottolinea anche come il nome di Ramelli non sia legato alla storia di Verbania e che la decisione non è passata ala vaglio del consiglio comunale. Inoltre sottolineano il rischio di ordine pubblico come i raduni "di nostalgici del fascismo" che spesso si verificano alle commemorazioni di Ramelli. E ora in città alcuni ricordano che per la passerella, mai inaugurata, era stata già presentata una proposta di intitolazione a Giulio Cesare Rattazzi, verbanese, preside e amministratore comunale, “esponente di un cattolicesimo progressista vissuto con spirito laico”. Tra essi il senatore Enrico Borghi e l’ex sindaca Silvia Marchionini.