In diretta sul territorio Wednesday 07 October 2026
Informazione

Coalizione centrosinistra. "Lungolago Intra. Albertella costretto alla marcia indietro dai 1200"

Coalizione centrosinistra. "Lungolago Intra. Albertella costretto alla marcia indietro dai 1200"

Pd, M5S, Avs e Casa Riformista Italia Viva : "Non proviamo alcuna soddisfazione per quanto accaduto"

La decisione del sindaco Albertella di rinunciare all'intitolazione del lungolago di Intra a Sergio Ramelli rappresenta una chiara e inequivocabile marcia indietro politica, imposta dalla forza della mobilitazione democratica, antifascista e popolare che nelle ultime settimane ha attraversato Verbania.

Non proviamo alcuna soddisfazione per quanto accaduto. Il risultato ottenuto non cancella infatti una scelta che fin dall'inizio abbiamo giudicato profondamente sbagliata, divisiva e in contrasto con la storia della nostra città. Se oggi il lungolago non verrà sottratto alla memoria dei Marinai d'Italia e al legame con la vicenda dei 43 Martiri di Fondotoce, è soltanto perché migliaia di cittadini, associazioni,forze democratiche e antifasciste hanno fatto sentire con forza la propria voce.

Non ci sentiamo quindi di ringraziare il sindaco. Al massimo possiamo prendere atto di un tardivo tentativo di recuperare consenso presso quella parte di città che aveva respinto con nettezza una decisione incomprensibile e provocatoria. Ciò che oggi emerge con evidenza è il fallimento politico dell'operazione voluta dal sindaco. Nemmeno le parole di sostegno arrivate dalla sua stessa maggioranza sono riuscite a reggere l'urto della realtà. Solo pochi giorni fa i gruppi di maggioranza dichiaravano pubblicamente che non avrebbero mai revocato la delibera "sotto la pressione della piazza" e definivano quella del lungolago una scelta "ponderata", "condivisa" e irrevocabile. Oggi scopriamo invece che quella fermezza era soltanto di facciata. Siamo di fronte a un'evidente contraddizione che pone un serio problema di credibilità politica. Se la scelta era davvero così ponderata e condivisa, perché è stata cambiata? Se si è annunciato di non voler cedere alla pressione della piazza, perché il sindaco è stato costretto a fare esattamente il contrario? Le dichiarazioni della maggioranza di pochi giorni fa risultano oggi non solo smentite dai fatti, ma appaiono segnate da una profonda incoerenza e da un'evidente ipocrisia politica, ed emerge ancora una volta, con chiarezza, come le scelte all'interno di questa maggioranza vengano calate dall'alto, e come l'opinione delle liste che sostengono l'Amministrazione conti poco meno di zero, se pochi giorni dopo una netta presa di posizione questa viene ribaltata con un annuncio pubblico. Resta inoltre difficile comprendere perché questioni di tale rilievo continuino a non essere portate all'attenzione delle sedi deputate, né valutate in modo collegiale e condiviso. La verità è che quella mobilitazione aveva ragione. Lo hanno dimostrato le oltre mille persone scese in piazza a difesa della storia e dei valori democratici della città, una partecipazione straordinaria che ha reso impossibile ignorare il dissenso diffuso presente a Verbania. Resta tuttavia una ferita che non può essere cancellata con un semplice cambio di destinazione. In questi mesi si è scelto di riportare nel dibattito cittadino simboli, linguaggi e contrapposizioni che appartengono alle pagine più oscure del Novecento. Una scelta che ha prodotto tensioni e che ha persino favorito tentativi di strumentalizzazione da parte di gruppi dell'estrema destra, confermando tutte le preoccupazioni che erano state espresse fin dall'inizio.

Verbania è una città Medaglia d'Oro al Merito Civile per la Resistenza. La sua identità democratica e antifascista non è materia disponibile per operazioni politiche estemporanee o per discutibili tentatividi riscrittura simbolica della memoria collettiva.

Per questo il movimento civico, democratico e antifascista nato in queste settimane non si fermerà qui. Continueremo a vigilare e a contrastare ogni deriva culturale e politica che metta in discussione i valori costituzionali e la storia della nostra comunità, utilizzando tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione. La grande piazza che abbiamo visto a Intra non dovrà rimanere un episodio isolato. Dovrà diventare una proposta politica, culturale e amministrativa capace di offrire a Verbania un'alternativa credibile a questa giunta. Perché se una cosa questa vicenda ha dimostrato è che quando la città democratica si mobilita, sa farsi ascoltare.

Partito Democratico

Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle V.C.O.

Alleanza Verdi e Sinistra

Partito della Rifondazione Comunista

Casa Riformista – Italia Viva