Il sindaco di Domodossola interviene sull'annunciata chiusura del Punto nascite dell'ospedale San Biagio.
Non possiamo accettare che la decisione della Regione Piemonte di avviare l’iter istruttorio per la chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale San Biagio di Domodossola, servizio di rilevanza essenziale per un territorio montano come quello dell’Ossola, venga fatta passare alla chetichella come una semplice formalità burocratica.
Innanzitutto dobbiamo rilevare come né l’Assessore Riboldi né il Sottosegretario, l’ossolano Preioni, normalmente molto presenti su social e media, abbiano sentito il dovere di comunicare questa pessima notizia, che invece abbiamo dovuto apprendere dagli organi di informazione: già solo questo basta a qualificare lo spessore politico di chi regge le nostre sorti.
In secondo luogo appare patetico il tentativo di dipingere la decisione come automatica e consequenziale rispetto alla normativa vigente: di consequenziale possiamo tranquillamente dire che vi è solo l’incapacità di attivarsi per attuare vere politiche per la montagna, che non possono prescindere dalla possibilità stessa di nascere in montagna, cioè in luoghi a cui non possono essere applicate sic et simpliciter le stesse regole che si applicano per i centri metropolitani.
Riboldi e Preioni, nonché gli altri esponenti dei partiti che governano la Regione Piemonte, in particolare Fratelli d’Italia, avrebbero dovuto avviare politiche attive di incremento degli accessi al nostro Punto Nascite e programmare la riattivazione dei reparti di riferimento chiusi, prima causa di fuga delle donne ossolane, indirizzate così a scegliere altre strutture.
Siamo insomma davanti all’ennesimo pasticcio sulla sanità del VCO, ormai fluttuante tra reparti che chiudono, programmata chiusura degli Ospedali di Domodossola e Verbania e ospedale unico che non vedremo mai, mentre i cittadini disperati devono sempre più spesso mettere mano al portafoglio e rivolgersi ai privati per curarsi, quando possono, o peggio ancora devono rinunciare a curarsi.
Vergognoso, in questo contesto, il complice silenzio dei rappresentanti locali delle forze politiche di maggioranza regionale, sempre subordinati alle solite logiche di partito e alla salvaguardia di percorsi personali.
Proveremo allora a porre ognuno davanti alle proprie responsabilità, ricordando che i parti non sono sempre un evento precisamente prevedibile e che il Punto Nascite di Domodossola è un punto di riferimento fondamentale per l’Ossola e le sue valli che va potenziato, non chiuso obbligando le madri ossolane ad affrontare l’imprevedibile rischio di lunghi trasferimenti.