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Lupo, gli allevatori locali chiedono un incontro al Prefetto del Vco

Lupo, gli allevatori locali chiedono un incontro al Prefetto del Vco

L'appello lanciato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Domodossola

Un incontro con il Prefetto del Vco per illustrare la difficile situazione in cui si trova la pastorizia montana. E' quanto chiedono gli allevatori locali stretti nella morsa della burocrazia da un lato e  quest'anno anche dalla siccità. Ancora e attanagliati dal timore delle predazioni da parte del lupo.  A Luca Marta dell'azienda Madalu di Calasca Castiglione pochi giorni fa, all'alpe Pedriola in valle Anzasca, un lupo ha sbranato due vitelli. E' successo in pieno giorno e in una zona frequentata dai turisti.

Dai piedi del Monte Rosa alla vale del Toce il quadro non cambia. Silvia Pennati di Formazza Agricola quest'anno per la prima volta ha tenuto i vitelli in stalla proprio a casua del lupo. In primavera dopo aver sventato due predazioni ha deciso di mandare in alpeggio solo i bovini adulti. Questa mattina gli allevatori locali si sono dati appuntamento nella sala del consiglio dell'Unione montana Valle Ossola a Domodossola. Da qui hanno lanciato un disperato grido di allarme : " Nessuno vuole abbattere il lupo - chiediamo hanno detto - una gestione dell'animale che anche l'Unione Europea ha declassato da "strettamento protetto" a specie "protetta".

La presenza del predatore in val Divedro costringe da tempo Massimo Corazza dell'onomima azienda a trascorrere sei sette ore al pascolo con le sue capre.  "Nel 2012 io e mi moglie abbiamo deciso di lasciare la provincia di Milano per le montagna della Val Divedro. Ci siamo innamorati del posto. Abbiamo preso 15 capi che poi sono diventati 72. Ma oggi è prossimo a lasciare l'attività dell' allevamento dopo aver chiuso l'agriturismo a Bugliaga di Trasquera".