Udienza davanti al Gup questa mattina per il processo all’ex
sindaco di Macugnaga Alessandro Bonacci, assistito dall’avvocato
Carlo Ruga Riva nell’ambito dei lavori di realizzazione della
pista tra Italia e Svizzera al Monte Moro. L’accusa è di
deterioramento di beni paesaggistici e di omessa denuncia di
subappalto. Il Comune di Macugnaga, assistito dall'avvocata Giovanna
Padulazzi, è stato ammesso come parte civile. L'udienza preliminare
proseguirà il 16 luglio, quando verranno individuate le
intercettazioni che saranno indicate per la trascrizione da parte del
perito. Già in quell’udienza potrebbe iniziare la discussione.
A
processo, oltre all'85enne ex primo cittadino Bonacci, ci sono il
direttore dei lavori, il responsabile del procedimento e tre persone
delle ditte incaricate dei lavori.
La vicenda riguarda presunti reati ambientali ed edilizi nel corso della realizzazione della pista, finanziata con 1,6 milioni di euro e 225 mila franchi svizzeri nell'ambito di un progetto Interreg Italia-Svizzera. La pista mtb avrebbe dovuto collegare Macugnaga con Saas Almagell attraverso il passo del Moro, a quasi 2900 metri. Il cantiere era stato posto sotto sequestro nel maggio del 2023 dalla guardia di finanza perché i lavori erano stati svolti in assenza dell'autorizzazione dell'agenzia delle dogane necessaria per le opere che incidono sul confine e in difformità rispetto al progetto presentato. Ciò che rimane della pista, mai completata (mancavano circa 350 metri nel tratto finale quando i finanzieri apposero i sigilli) e poi danneggiata dall'alluvione del 2024, è stato dissequestrato ad aprile