Referendum su sanità di Preioni, per Berio “Richiesta disperata e surreale”
"Purtroppo, è vero che in politica vale tutto e il contrario di tutto, però dovrebbero esserci dei limiti e dei confini dettati dal buonsenso perché la gente comprende molto di più e meglio di quanto si possa immagina...
"Purtroppo, è vero che in politica vale tutto e il contrario di tutto, però dovrebbero esserci dei limiti e dei confini dettati dal buonsenso perché la gente comprende molto di più e meglio di quanto si possa immaginare ed è per questa e molte altre ragioni che le urne sono sempre più deserte…
Detto questo, a seguito dell’audizione di sindaci e medici presso la Commissione regionale in materia di sanità, suona quantomeno una richiesta disperata e surreale quella del Sottosegretario Alberto Preioni il quale, di fronte all’evidenza dei fatti e contro ogni logica, rilancia l’idea di un referendum per chiedere quali dovrebbero le sorti del nostro sistema sanitario locale". Le dichiarazioni sono del sindaco di Omegna Daniele Berio che prosegue: "Improvvisamente per lui e per il partito che rappresenta il referendum torna ad essere uno strumento significativo dopo averlo snobbato e screditato anche solo recentemente, invitando i cittadini a non partecipare a quelli indetti la revisione di alcune norme riguardanti il mondo del lavoro.
Siamo di fronte ad uno scenario che merita coraggio, responsabilità e attenzione nei confronti di tutti; si tratta di salvaguardare la salute delle persone nel migliore dei modi, si tratta di dare risposte puntuali ed efficaci. Si tratta anche di rispettare leggi e norme chiare che tutelano gli operatori sanitari e i pazienti. Preioni insomma vorrebbe andare contro tutti e tutto.
È come se si volesse promuovere un referendum per chiedere che nei centri urbani del Verbano Cusio Ossola, si potesse guidare a 100 allora, invece che rispettare i 50 o 30 chilometri, in barba alla sicurezza dei cittadini. Sarebbe come chiedere di ignorare le indicazioni dei medici, degli infermieri, della maggioranza dei sindaci e delle associazioni di volontariato che da anni implorano di realizzare un ospedale completo, moderno dove possa essere salvaguardata la dignità di chi ci lavora e di chi viene curato.
Tutto questo per un pugno di voti in più che poi non è detto siano garantiti. E Preioni lo sa benissimo!
Per non parlare poi dei dati economici sempre più imbarazzanti; l’attuale organizzazione ospedaliera del VCO, nel 2025 ha prodotto una perdita di oltre 50 milioni di euro. Nel 2026 il deficit supererà i 60 milioni!
Per mantenere questo sistema che non funziona, l’ASL VCO paga 15 milioni solo per coprire i costi dei gettonisti; costretta a farlo per non correre il rischio di chiudere servizi, sempre più in difficoltà.
Tenete conto che Torino spende 300 mila euro per i gettonisti, a fronte di un bacino di utenza di 900 mila persone. Noi siamo 160 mila e dipendiamo da cooperative e soggetti privati.
Non è bastato il calvario di questi ultimi 25 anni che ha portato al progressivo disastro ormai sotto gli occhi di tutti?
Non bastano gli appelli dei medici che chiedono semplicemente di poter lavorare in condizioni accettabili e compatibili con le istanze della comunità?
Cosa dovrebbe capitare ancora per far capire a chi può e deve decidere che il momento di fare scelte responsabili e serie nel solo e unico interesse dei cittadini?
La Regione decida! La maggior parte dei sindaci ha già deciso.
Una volta fatta la scelta giusta che passa dal garantire un nuovo ospedale per il VCO, si proceda anche con la riorganizzazione dell’emergenza e della medicina territoriale".