Si è svolta questa mattina, presso il Depuratore Acque Reflue di Novara, la conferenza stampa organizzata da Acqua Novara.VCO S.p.A. per presentare la propria strategia di prevenzione e contrasto ai PFAS, le cosiddette "sostanze chimiche eterne". All'incontro sono intervenuti Daniele Barbone, Amministratore Delegato di Acqua Novara.VCO, insieme alla delegazione di direttori e tecnici della struttura e ad Elisabetta Franzoni, Assessore all'Ambiente del Comune di Novara. Il fulcro della strategia illustrata è la prevenzione: intervenire il più possibile a monte, prima che i PFAS raggiungano le reti fognarie e gli impianti di depurazione, dal momento che i depuratori convenzionali non sono progettati per eliminarli. A completamento di questo impianto strategico, l'azienda ha inoltre illustrato l'avanzamento della prima sperimentazione industriale in Italia della tecnologia SAFF®40, un tassello ulteriore — ma non il principale — del proprio modello integrato di contrasto all'inquinamento. La prevenzione al centro: conoscenza, monitoraggio, filiera produttiva I PFAS sono una vasta famiglia di sostanze chimiche di sintesi, utilizzate in numerosi prodotti e processi industriali, caratterizzate da un'estrema persistenza nell'ambiente e da una particolare difficoltà di degradazione. Acqua Novara.VCO ha sviluppato una strategia integrata fondata su un principio preciso: agire a monte, prima che queste sostanze entrino nel ciclo dell'acqua. Il primo pilastro della strategia è la conoscenza. Dal 2023 è attivo un esteso programma di monitoraggio delle acque destinate al consumo umano, dei reflui fognari e degli scarichi industriali. Nel 2025 i controlli hanno interessato l'intero territorio gestito da Acqua Novara.VCO: 21 impianti di depurazione e circa 150 stabilimenti industriali, per quella che si configura come la più ampia base dati conosciuta nel settore. I dati raccolti vengono utilizzati per ricostruire i flussi, individuare le possibili sorgenti di contaminazione e sviluppare veri e propri bilanci di massa. A questa attività si affianca il coinvolgimento diretto delle imprese e delle associazioni di categoria del territorio, con l'obiettivo non solo di verificare il rispetto dei limiti, ma di accompagnare il sistema produttivo nell'individuazione delle sostanze presenti nei cicli di lavorazione — anche come contaminanti involontari — e nella progressiva riduzione delle emissioni. Trattare volumi limitati e con concentrazioni più elevate direttamente alla fonte è infatti molto più efficace e sostenibile rispetto a intervenire successivamente sulle grandi quantità d'acqua che raggiungono i depuratori. Un segnale forte dal settore pubblico.
"Come azienda pubblica, la nostra priorità resta la prevenzione: conoscere il territorio, coinvolgere le imprese, agire a monte prima che i PFAS entrino nel ciclo dell'acqua. In questo modello integrato si inserisce anche l'avvio del test industriale sulla tecnologia SAFF®40, frutto di una collaborazione scientifica di alto profilo. Essere i primi in Italia a sperimentare questa soluzione è il segno della nostra propensione all'innovazione e della volontà di costruire, insieme agli stakeholder, risposte concrete a tutela dell'ecosistema locale — con un beneficio che vogliamo estendere e mettere a disposizione dell'intero Paese." — Daniele Barbone, Amministratore Delegato di Acqua Novara.VCO. L'innovazione tecnologica a supporto: il SAFF®40 Accanto alla prevenzione, Acqua Novara.VCO ha scelto di dotarsi anche degli strumenti tecnologici necessari ad affrontare la contaminazione residua. Presso il depuratore di Novara prende avvio la sperimentazione industriale del SAFF®40 (Surface Active Foam Fractionation), tecnologia australiana sviluppata da EPOC Enviro e già applicata in oltre 40 siti nel mondo per il trattamento di acque reflue e percolati di discarica. Si tratta della prima applicazione italiana di questo modello, distribuito per l'Italia da Erica Srl, azienda impegnata dal 2017 nella ricerca di soluzioni innovative per l'abbattimento dei PFAS. Un primato locale, un beneficio nazionale “La tecnologia non sostituisce la prevenzione, ma la completa: la priorità resta impedire che i PFAS entrino nel ciclo dell'acqua, mentre l'innovazione interviene su ciò che, almeno per ora, non è ancora possibile evitare a monte. È questo il significato della strategia illustrata oggi da Acqua Novara.VCO: un risultato che nasce ed è motivo di vanto per le province di Novara e del VCO, ma che si afferma come primato a livello nazionale, con un beneficio esteso e riconosciuto in tutto il Paese e un modello operativo replicabile anche in altri impianti” - conclude Barbone