Morti per anossia, ovvero per la mancanza di ossigeno: è questa la conclusione a cui sono arrivati gli esperti nominati dalla procura di Busto Arsizio su mandato di quella di Roma, che il 25 e 26 maggio hanno eseguito l'autopsia dei cinque italiani morti il 14 maggio in una immersione subacque nella grotta dell'atollo di Vaavu alle Maldive.
Monica Monfalcone, docente dell'università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, il laureato Federico Gualtieri e il capobarca Gianluca Benedetti, riporta il Corriere della sera, sarebbero quindi morti non per un attacco di squali o per qualche gas ma perché non avevano più ossigeno nelle bombole.
L'autopsia è stata eseguita a Gallarate perché i loro corpi sono rientrati dalle Maldive a Malpensa. Ora però tutte le decisioni spettano alla Procura di Roma, titolare delle indagini per omicidio. I dati vanno incrociati con l'analisi delle attrezzature, dalle telecamere e dai loro computer subacquei. E quindi per le conclusioni - affidate a Luciano Ditri, specialista in medicina sportiva e subacquea, consulente insieme al medico legale Luca Tajana e alla tossicologa Cristina Stramesi, dell'università di Pavia - si dovrà attendere questo ulteriore passaggio.