Partecipata assemblea ieri al centro sociale di Renco per illustrare alla cittadinanza verbanese l’introduzione della Tarip, la tariffa puntuale sul rifiuto indifferenziato, che sarà attivata in via sperimentale dal primo maggio.
Intanto è iniziata la distribuzione dei sacchi con codice identificativo degli utenti, fino al 30 aprile, nella sede di ConserVco, a Palazzo di città di Pallanza e nella sede comunale di Intra in via fratelli Cervi.
In consiglio comunale è stato intanto approvato, con il voto contrario della minoranza e l’astensione di Giorgio Tigano della maggioranza e di Matteo Marcovicchio di Fdi, il regolamento che istituisce la figura dell’ispettore ambientale, che avrà il compito, come ha spiegato l’assessore Massimo Manzini, di “controllo, ispezione, formazione” nella fase di sperimentazione del nuovo sacco con “rid” che permetterà di attribuire a ciascuna utenza la quantità di rifiuti prodotti. L’assessore ha anche spiegato che gli ispettori saranno dipendenti di ConserVco o del Comune e non percepiranno un compenso extra. Per l’abilitazione dovranno seguire un corso. È necessaria la licenza media e saranno pubblici ufficiali. I verbali di accertamento saranno poi trasmessi alla polizia locale che provvederà a elevare le sanzioni. L’intenzione dell’amministrazione è che entrino in servizio da giugno.
Diverse perplessità sono state sollevate dal consigliere di maggioranza Giorgio Tigano, che ha sottolineato come la città non sia pronta per un ulteriore passo avanti con l’introduzione della Tarip: “Si poteva fare con più calma, ascoltando anche dei cittadini a campione, si parte troppo presto” ha aggiunto. Samuele D’Alessandro di Forza Italia e Patrich Rabaini hanno invece contestato il fatto che gli ispettori assumano il ruolo di pubblico ufficiale senza requisiti specifici, bastando solo la licenza media e un breve corso.
E sulla questione rifiuti interviene anche il Movimento Cinque Stelle: “Premettiamo che siamo pienamente favorevoli alla Tarip e a una riduzione sostanziale del rifiuto indifferenziato” spiega Imerio Frattini del Gruppo Territoriale del Vco. Ma evidenzia diverse criticità, che renderanno soprattutto per i condomini con più di 12 appartamenti e quindi con cassonetto, distinguere e controllare chi è virtuoso e chi no. Anzi, “paradossalmente – dice – chi rispetta le regole si troverà a pagare anche per chi non lo fa, con una ripartizione dei costi non equa”.
“Chiediamo – dice Frattini – all’amministrazione di posticipare l’avvio della tariffazione dal primo gennaio 2028 e di attivare sin da subito una fase di sperimentazione strutturata che consenta di individuare e correggere tutte le criticità emerse”. E per gli operatori ecologici sottolineano che si rischia che siano esposti a sollevamenti ripetuti di pesi evitabili quando soluzioni già in uso come i cassonetti garantiscono maggiore sicurezza ed efficienza.