Dialogare pur nella differenza. È questo il cuore della conferenza stampa indetta dal sindaco Giandomenico Albertella a seguito della giunta straordinaria che ha deliberato il cambio di location per l’intitolazione a Sergio Ramelli, dal lungolago al nuovo ponte ciclopedonale sul San Bernardino, che unisce Intra con l’area del Teatro Maggiore. Una decisione anticipata già nella giornata di ieri durante il Cem, in occasione dell’evento “La Stampa per voi”, una scelta vista da molti come un passo indietro dell’Amministrazione perché avvenuta dopo due mesi di contestazioni, l’ultima manifestazione proprio lo scorso 27 settembre.
Il primo cittadino ha sottolineato come la direzione presa oggi derivi dalla volontà di ascoltare i diversi punti di vista della città e di assumersi le conseguenti decisioni, da qui la scelta di modificare il tratto di intitolazione: “In queste settimane ho ricevuto molte lettere, tante a sostegno di questa scelta e altre contrarie, e ho ascoltato con attenzione anche chi la pensa diversamente. Ricordare Sergio Ramelli significa dire ai nostri ragazzi che in questo Paese nessuno deve più morire per un’idea, e andiamo avanti: la condanna della violenza politica non ha colore. Ma la memoria ha dei luoghi, e il lungolago appartiene ai martiri che lo hanno percorso metro dopo metro.”
Una vicenda simbolo di unione e dialogo
La scelta del nuovo luogo di intitolazione a Sergio Ramelli non è casuale. Il nuovo ponte che collega le due aree di Intra porta con sé un significato simbolico forte per l’Amministrazione: il ponte rappresenta infatti non solo un elemento architettonico fisico che unisce le due sponde, ma diventa simbolo dell’apertura al dialogo. Albertella sottolinea infatti la dimostrazione di capacità di ascolto della comunità: “Un’amministrazione forte è quella di sentire e di accogliere. Non è un caso che sia un ponte: un ponte tiene insieme le due sponde. Sul lago continueranno a camminare, idealmente accanto a noi, i ragazzi del ’44. Sul ponte, chi lo attraversa leggerà il nome di un ragazzo del ’75. Due storie diverse, nessuna da usare contro l’altra. Verbania non sceglie tra le vittime, dà a ciascuna il suo posto.”
A ringraziare per la presa di posizione dell’Amministrazione anche Alberto Cerni, Presidente dell’Associazione Cultura e Tradizione che ha proposto l’intitolazione: “Il sindaco ha ascoltato la nostra proposta, ha visto quello che i cittadini avevano da dire e ha saputo mediare con due anime della società che possono coesistere, un’azione che i sindaci del passato non avrebbero fatto. Il ponte nuovo è bello, condivido questa idea di unione”.