In diretta sul territorio Wednesday 19 August 2026
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Viola il divieto di avvicinamento alla vittima: stalker finisce in carcere

Viola il divieto di avvicinamento alla vittima: stalker finisce in carcere

Nonostante il braccialetto elettronico continuava ad appostarsi, presentandosi anche sul posto di lavoro

Nonostante le misure di prevenzione, la sorveglianza speciale e il braccialetto elettronico non ha smesso di perseguitare una donna e così è finito in cella. La Squadra Mobile della Polizia di Stato ha eseguito l’ordinanza cautelare con cui il Tribunale di Verbania ha disposto la custodia cautelare in carcere per un uomo accusato di stalking. L’uomo, un cinquantenne della provincia, era stato già denunciato e tratto in arresto più volte, in passato, per condotte morbose e persecutorie nei confronti di una donna. Lo stalker era sottoposto sia alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, sia alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza proposta dal Questore del V.C.O., da ultimo, era stato sottoposto al braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti.

In più occasioni, l’uomo ha violato la misura cautelare, nonché le prescrizioni connesse alla sorveglianza speciale, dimostrandosi incapace di rispettare i divieti e le prescrizioni dell’Autorità. In particolare, il dispositivo elettronico di controllo ha segnalato più volte la vicinanza dello stalker alla persona offesa. Plurimi sono stati gli interventi delle Volanti della Polizia di Stato e dal Radiomobile dei Carabinieri di Verbania, che hanno prontamente rintracciato l’uomo e assicurato l’incolumità della persona offesa.  L’uomo faceva appostamenti sia a piedi che in macchina, costringendo la vittima a cambiare strada e chiamare la Polizia. In più occasioni, lo stalker si è presentato anche sul posto di lavoro della vittima, filmandola con il proprio telefono cellulare. A luglio è stato arrestato in flagranza dalla volante della Polizia di Stato, nei pressi dell’abitazione della vittima. L’uomo, dapprima, ha tentato una fuga appiedata, ma, al termine dell’inseguimento, gli operatori riuscivano a bloccarlo e procedevano all’arresto Dunque, su richiesta del Pubblico Ministero, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto insufficiente la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, con applicazione del cd. braccialetto elettronico, ed ha disposto, pertanto, l’applicazione della misura più afflittiva della custodia cautelare in carcere.